Questa settimana i turni mi hanno cambiato l’orario quasi ogni giorno, e la pelle, che nell’ultimo periodo si era stabilizzata, ha ricominciato a tirare soprattutto sulle mani e dietro le ginocchia.
So che i turni sballati qui non sono una novità per nessuna di voi, ma questa settimana mi hanno messo particolarmente alla prova.
Diciamo che quando dormo di giorno il sonno non è mai riposante, mi sveglio con gli occhi pesanti e la pelle secca pur avendo messo la crema con cura, e questo mi scoraggia un po’.
I gatti si adattano ai miei orari più di quanto riesca io! Uno mi aspetta sveglio quando rientro dal turno di notte, e quella compagnia silenziosa a volte è l’unica cosa che mi tiene ferma.
Cioè, non è che stia peggio di prima, la fase acuta è alle spalle e lo so bene, però l’equilibrio trovato con tanta fatica sembra reggersi su un filo sottile… basta un turno storto e torna tutto più fragile.
Con l’esame che si avvicina studio nei ritagli di tempo, e la sera fatico a concentrarmi perché la pelle prude proprio mentre dovrei stare ferma sui libri.
Non so, forse è solo stanchezza accumulata (di quella vera, non solo della pelle), ma in questi giorni mi sento più fragile del solito, come se il corpo chiedesse una pausa che i turni non permettono di dargli.
