Ancora una mattina che comincio a correre con l’entusiasmo giusto e dopo pochi minuti sono già lì a grattarmi dietro le ginocchia come una pazza.
Non so più cosa pensare, davvero.
Ho ripreso a correre presto la mattina prima di andare in ufficio, giusto per l’umore, non tanto per dimagrire, e le prime volte mi sembrava una buona idea, mi sentivo quasi leggera… poi arriva il sudore e la pelle reagisce quasi subito, soprattutto dietro le ginocchia e ai lati, come se il corpo mi dicesse basta, fermati!
E io lì, in mezzo alla strada, che non so se fermarmi o continuare stringendo i denti.
Il problema è che non riesco a capire nemmeno che tessuto scegliere per i leggings o per le maglie tecniche, ne ho provati un paio ma uno mi tirava dietro le ginocchia e l’altro sembrava andare bene finché non sudavo, poi diventava un incubo. Cmq alla fine mi sento sempre punto e a capo, come se ogni volta dovessi ripartire da zero senza sapere davvero cosa evitare.
Ho paura, lo scrivo e basta, di esagerare in queste prime settimane e poi lasciare tutto a metà, tanto lo so già come va a finire di solito con me: parto fortissimo, con tutto l’entusiasmo del mondo, e dopo un po’ mollo. Magari è solo un problema mio, eh, ma mi sembra di rivivere sempre lo stesso film.
Poi c’è anche il fatto che la pelle mia già di suo peggiora con lo stress e con il cambio di stagione, quindi in questo periodo va già storta di base, e mettercelo pure di mezzo lo sport mi sembra quasi una sfida assurda contro me stessa. Boh, forse dovrei aspettare un momento più tranquillo, ma poi so che se aspetto sempre il momento giusto non parto mai.
Dopo la doccia poi è un altro capitolo. La pelle tira, tira davvero tanto tanto, e non so più se la crema che uso va bene o se dovrei cambiarla, la metto lo stesso ma non sento che stia facendo qualcosa di serio, sembra più un gesto automatico che una cura vera.
In mezzo a tutto questo ho pure i turni che mi ribaltano il ritmo, quindi certe mattine non so nemmeno che ora sia dentro di me, mi sveglio e la pelle è già accesa prima ancora di uscire di casa. Il weekend impasto il pane, quella cosa mi calma parecchio, ma appena rientro in ufficio sento gli occhi dei colleghi su di me quando mi gratto le braccia e non so proprio come gestire la distanza giusta con loro, se far finta di niente o dire qualcosa.
In ufficio poi cerco sempre di tenere le maniche lunghe anche se fa caldo, giusto per non far vedere i segni, e mi accorgo che sto più attenta a come mi muovo che al lavoro vero e proprio. Non so se sono io che mi faccio troppi film in testa o se davvero si vede quanto sono a pezzi.
Vabbè raga, scrivo solo per buttarla fuori, non ho grandi pensieri risolutivi in testa in questo momento.
Cmq tra la sveglia che arriva sempre storta, la pelle che protesta ogni mattina e la voglia di non buttare via anche questo tentativo, sto proprio un po’ a pezzi in questi giorni.
